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comune di cerreto guidi
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S t o r i a
Castello dei Conti Guidi

Le origini medievali di Cerreto, luogo naturalmente fortificato, sono legate alla sua posizione dominante sul punto in cui la valle dell’Arno si allarga verso la pianura pisana, in uno snodo del percorso dei pellegrini e dei mercanti lungo la via Francigena (che passava poco lontano da Cerreto, lungo le pendici collinari sovrastanti la zona padulosa del Padule di Fucecchio). Si chiamava allora Cerreto in Greti. I greti erano quelli della collina scoscesa sul fiume, naturale difesa nei confronti della via fluviale e della pianura dell’Arno.


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Il dominio di Firenze
Dopo l’episodio più minaccioso, l’occupazione di Cerreto nel 1336 da parte delle truppe di Mastino della Scala, Firenze consolidò il controllo su Cerreto facendo fortificare l’abitato con una cinta muraria oggi scomparsa. Il comune apparteneva allora alla lega di Capraia, che riuniva a scopi difensivi i piccoli comuni della campagna: il segno del potere fiorentino fu dato dalla presenza del podestà come autorità giudiziaria e dalla articolazione del territorio in vicariati.
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Una nuova villa per il principe
Insieme a quelle giuridiche, anche le forme urbanistiche si sono trasformate nel corso dei secoli con mutamenti lentissimi, neppure lontanamente paragonabili alla tumultuosa trasformazione della seconda parte del secolo XX. Ma, seppur limitati, quei mutamenti subirono un processo che, da luogo fortificato dell’età feudale, condusse la società cerretese verso le forme dello Stato principesco.
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I piaceri della caccia
Le colline del Valdarno producevano (e producono ancora) vino e olio; quelle terre attiravano gli investimenti delle famiglie patrizie fiorentine, man mano che la produzione tessile e l’attività mercantile ad essa collegata entravano in crisi. Non era solo la sicurezza dell’investimento ad attirare i fiorentini.
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Terre di conquista
Quando, nel 1527, la Roma papale fu saccheggiata dai lanzichenecchi di Carlo V, a Firenze ritornò un regime repubblicano e la guerra tornò a portare i suoi disastri lungo le strade del Valdarno. Qui passarono i soldati della Repubblica comandati da Francesco Ferrucci e le soldatesche imperiali ora alleate del papa. Le antiche fortezze ritrovarono la loro importanza difensiva ed offensiva, ma la persero subito.
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Il Settecento, secolo delle riforme leopoldine
L’impronta nuova, che l’età settecentesca delle riforme volute dal nuovo sovrano lorense dette a tutta la Toscana, sancì la crescita di Cerreto Guidi anche dal punto di vista istituzionale. Il riassetto amministrativo voluto da Pietro Leopoldo nel 1774 assegnò alla comunità di Cerreto Guidi, ben 19 “popoli” tra cui, tra cui quelli di Vinci, di Vitolini, di Faltognano. Ogni “popolo” deputava un suo rappresentante in un Consiglio generale: il governo civile del territorio era affidato ad un gonfaloniere ed a quattro rappresentanti.
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